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ABBUFFATE SOTTO L'ALBERO...E PROBLEMI NELLA DIGESTIONE. COMPENDIO DI CONSIGLI PER LE BUONE FORCHETTE. Richiedi Informazioni
25 Dicembre 2015

ABBUFFATE SOTTO L'ALBERO...E PROBLEMI NELLA DIGESTIONE. COMPENDIO DI CONSIGLI PER LE BUONE FORCHETTE.

Le feste natalizie segnano un difficile periodo per il nostro apparato digerente…che viene messo considerevolmente sotto torchio. E ancora di più a noi italiani con la nostra tradizione culinaria (per fortuna!).

Dopo le grandi mangiate si accusano molto frequentemente sintomi come gonfiore, pesantezza, difficoltà a digerire.

Va innanzitutto considerata la storia clinica di ognuno di noi. Spesso sono associate a molte terapie croniche quelle con bloccatori di pompa protonica o gastroprotettori (PPI) come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo. Questi farmaci possono rallentare il tempo di svuotamento gastrico e alterare il processo fisiologico della digestione provocando gonfiore e tensione intestinale. Oggi sono in commercio integratori alimentari contenenti enzimi digestivi che aiutano a scindere proteine, grassi e zuccheri. E’ consigliabile, per chi è in trattamento con PPI, l’integrazione con questo genere di prodotti.

Per quanto riguarda invece la sensazione di pesantezza postprandiale, un tempo erano largamente utilizzati farmaci a base di domperidone. Il domperidone è oggi una molecola sotto indagina causa dell’allungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma, una sindrome caratterizzata da una ritardata ripolarizzazione  delle cellule cardiache. Questo ha portato riconsiderare il profilo beneficio/rischio della molecola con conseguente ritiro dal commercio di alcune specialità medicinali contenenti domperidone. Lo sciroppo di domperidone ad uso pediatrico ha cambiato modalità di disperazione passando a ricetta non ripetibile da trattenersi in originale in farmacia.

Per la sensazione di pesantezza è sono consigliabili prodotti contenenti metoclopramide, alcuni prodotti si possono ritirare in farmacia anche senza la ricetta.

Altro fastidio molto diffuso nelle festività natalizie è quello dell’acidità gastrica. Prima di tutto va approfondita la natura di questa problematica. Se è di comune insorgenza e non saltuaria, è consigliabile approfondirne l’origine con il consiglio del proprio medico. Questo perché qualora si identifichi la causa motrice dell’acidità potrebbe anche non essere necessario un trattamento sintomatico a lungo termine, ma si può risolvere in altre maniere. Qualora invece sia occasionale, si possono utilizzare farmaci disponibili in gel confezionati in comode bustine monodose contenenti miscele di sali di carbonati e alginati in grado non solo di tamponare il pH gastrico alleviando la sensazione di acidità ma, con l’alginato, di formare delle zolle che galleggiano nell’acido gastrico che intervengono, nella sua risalita a bloccare il cardias (la valvola che separa lo stomaco dall’esofago) impedendo l’insorgenza di reflusso gastroesofageo.

Per l’acidità si possono utilizzare anche rimedi più antichi ma non per questo meno efficaci come le pastiglie di sodio bicarbonato o la comune polvere sciolta in acqua. Un cucchiaio da tè in mezzo bicchier d’acqua può essere sufficiente.

Per chi invece volesse utilizzare dei rimedi naturali per l’acidità di stomaco può affidarsi alla liquirizia. Si consiglia l’assunzione di almeno 200mg di acido glicirrizico assunto in dosi separate, al giorno, ricordando che l’utilizzo prolungato può causare squilibrio elettrolitico associato ad ipertensione. Anche il gel d’aloe assunto per via orale può alleviare la sintomatologia dell’iperacidità.

Per quello che invece riguarda il gonfiore addominale si possono invece utilizzare piante carminative come l’anice, l’anice stellato, il finocchio, l’angelica…sono in molte.Spesso sono in associazione con il carbone vegetale, anch’esso utile per la causa. 

Per il gonfiore di grandi e piccini sono a disposizione medicinali a base di simeticone in compresse o gocce.

Nella speranza di avervi dato qualche dritta giusta, porgo a tutti un augurio sincero per un sereno Natale in famiglia, e buon appetito.

Dott. Antonio Bortoletto